Auto in uscita a Marzo 2026
01 marzo 2026

A febbraio 2026 le auto cinesi hanno trovato spazio tra le protagoniste del mercato in Italia, entrando nella classifica assoluta delle Top 50 con più modelli contemporaneamente. Il dato interessante non è solo la presenza, ma il livello raggiunto: alcune vetture non si limitano più a “galleggiare” nella parte bassa della graduatoria, bensì competono nelle zone alte, accanto a nomi che da anni dominano le immatricolazioni.
A fare notizia è soprattutto il risultato della Leapmotor T03, che con 4.778 immatricolazioni ha sfiorato le primissime posizioni, posizionandosi subito dietro a bestseller ormai consolidati. È un segnale importante: una citycar a batteria che entra nella parte nobile della classifica racconta un cambiamento nelle scelte d’acquisto e, allo stesso tempo, nella capacità dei brand di presidiare davvero il mercato, non solo di “testarlo”.
Nel gruppo dei modelli più costanti si conferma la MG ZS, che a febbraio ha totalizzato 2.667 unità, restando nelle aree di vertice. In parallelo cresce la BYD Seal U, che mostra un’accelerazione evidente: rispetto a febbraio 2025 i volumi aumentano in modo deciso, passando da 837 a 1.397 targhe. E non è un caso isolato: anche BYD Atto 2 (1.214) e Omoda 5 (1.375) superano la soglia delle mille unità, contribuendo a portare a sei il numero complessivo di modelli cinesi presenti nella Top 50.
Questa progressione si è costruita nel tempo. Alcuni modelli sono arrivati sul mercato italiano solo di recente e hanno avuto bisogno di un periodo di rodaggio tra rete, comunicazione e disponibilità prodotto. Nel corso del 2025, però, la domanda ha iniziato a stabilizzarsi e a diventare più “strutturata”, trasformando i risultati mensili in una tendenza più leggibile, non in un picco estemporaneo.
Un ruolo lo hanno giocato anche gli incentivi auto elettriche 2025, con voucher da 9.000 o 11.000 euro legati a requisiti come ISEE fino a 40.000 euro e, in alcuni casi, l’accesso per le microimprese. Meccanismi come il limite di prezzo (con soglia di 35.000 euro + IVA) e la rottamazione di veicoli Euro 0-5 hanno spinto soprattutto segmenti come compatte elettriche e SUV medi: proprio le categorie dove i marchi cinesi hanno concentrato una parte importante della strategia.
Il punto, però, è che la crescita non sembra spiegarsi solo con le agevolazioni. “Che piaccia o no”, i brand cinesi hanno iniziato a contendere visibilità e quote ai marchi più radicati, europei e giapponesi, grazie a un mix di prodotto più completo e posizionamento competitivo. E il quadro resta significativo anche considerando i dazi europei sulle elettriche dalla Cina: un elemento che complica la partita, ma che finora non ha impedito a diversi modelli di guadagnare terreno.
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