Auto in uscita a Febbraio
02 febbraio 2026

La Commissione Europea si prepara a introdurre nuove regole per gli incentivi auto elettriche, legandoli alla provenienza produttiva. Secondo il Financial Times, servirà almeno il 70% di componenti europei per accedere ai sussidi. La batteria sarà esclusa dal calcolo, ma soggetta a criteri specifici. Un cambio di rotta che punta a rafforzare la filiera europea. La misura mira anche a ridurre la dipendenza da fornitori extra UE.
La misura riguarderà auto elettriche, ibride e a idrogeno prodotte nell’UE, e rientra nell’Industrial Accelerator Act. L’obiettivo è difendere il settore automotive dalla concorrenza dei produttori cinesi. Alcuni gruppi, come Renault Group, sostengono una linea più protezionista. Il timore è la perdita di posti di lavoro e il trasferimento della produzione fuori Europa. In gioco c’è anche la competitività industriale del continente.
All’interno del settore emergono visioni diverse sulle soglie di componentistica europea. Il CEO François Provost propone un limite al 60%, mentre CLEPA, associazione europea che rappresenta i fornitori dell’automotive, spinge per il 75%. Preoccupati invece i grandi gruppi tedeschi come BMW e Mercedes-Benz, esposti sul mercato cinese. Il rischio è una guerra commerciale con possibili ritorsioni. Il settore resta quindi diviso sulle strategie da adottare.
La questione più delicata resta la filiera delle batterie, centrale nella transizione ecologica. Nonostante i fondi europei, la dipendenza da fornitori asiatici resta elevata. Lo dimostrano i rallentamenti di ACC, joint venture tra Stellantis e Mercedes-Benz. La strada verso l’autonomia produttiva europea è ancora lunga e complessa. Serviranno nuovi investimenti e politiche industriali più coordinate.
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